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	<title>ACTL Services &#187; internazionalizzazione</title>
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	<description>Trade and Languages</description>
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		<title>Pacchetti ACTL Services</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 07:22:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Canini</dc:creator>
				<category><![CDATA[ACTL Services]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[internazionalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[mercato estero]]></category>

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		<description><![CDATA[I servizi che ACTL Services puo&#8217; offrirti riguardano il complesso insieme delle attivita&#8217;  e dei rapporti tra aziende italiane e l&#8217;estero. Il nostro compito e&#8217; favorire, consolidare e ottimizzare le relazioni commerciali (ma non solo) tra te e i tuoi clienti in maniera efficente ed economica. Grazie ai moderni mezi informatici che consentono di essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="background-image: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: #ffffff; font: normal normal normal 13px/19px Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-family: 'Times New Roman'; line-height: normal; font-size: small; padding: 0.6em; margin: 0px;">
<p>I servizi che ACTL Services puo&#8217; offrirti riguardano il complesso insieme delle attivita&#8217;  e dei rapporti tra aziende italiane e l&#8217;estero. Il nostro compito e&#8217; favorire, consolidare e ottimizzare le relazioni commerciali (ma non solo) tra te e i tuoi clienti in maniera efficente ed economica.</p>
<p>Grazie ai moderni mezi informatici che consentono di essere presenti, visibili e reperibili a livello globale, supportati dalle metodologie tradizionali, ACTL segue l&#8217;intero processo commerciale e, a seconda delle tue esigenze ti offre i seguenti Programmi Operativi:</p>
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</strong></p>
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</strong></p>
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		<title>Paesi Arabi</title>
		<link>http://www.actl.info/2009/06/16/paesi-arabi/</link>
		<comments>http://www.actl.info/2009/06/16/paesi-arabi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 08:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Canini</dc:creator>
				<category><![CDATA[AREE GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[internazionalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[mercato globale]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi Arabi]]></category>
		<category><![CDATA[stati arabi]]></category>

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		<description><![CDATA[Paesi Arabi: localizzazione ed economia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine <strong>mondo arabo</strong> (العالم العربي in <a title="Lingua araba" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_araba">arabo</a>) comprende gli stati in cui si parla l&#8217;arabo come idioma ufficiale, talora a fianco di altri idiomi locali.È importante ricordare che i paesi arabi non vanno confusi con l&#8217;insieme dei paesi musulmani, sia perché alcuni paesi e territori arabi comprendono significative minoranze, sia perché ci sono paesi islamici (come, solo per citarne alcuni, la Turchia, l&#8217;Iran, l&#8217;Afganistan o il Pakistan) che <strong>non</strong> sono arabi.</p>
<p>L&#8217;organizzazione internazionale che riunisce i paesi arabi è la <a title="Lega Araba" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lega_Araba">Lega Araba</a>.</p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"><span><strong>ECONOMIA ARABA= 2% MONDIALE</strong></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;">Secondo i dati forniti da Ahmed Goweil, segretario del Consiglio dell&#8217;economia araba della Lega degli Stati Arabi, complessivamente l&#8217;economia dei 22 Paesi arabi raggiunge un valore di 700 miliardi di dollari, equivalente al 2% dell&#8217;economia mondiale. Tratti essenziali dell&#8217;economia araba sono: il sottosviluppo tecnologico, l&#8217;eccessiva dipendenza dalle esportazioni di petrolio (70%) e la scarsità degli investimenti che rappresentano l&#8217;1% del volume mondiale.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;">Goweil ha rilevato che &#8220;le spese per la ricerca non superano lo 0,4% dei bilanci, mentre per quanto riguarda l&#8217;</span><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"><strong>alimentazione</strong></span><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"> il mondo arabo importa quasi tutto.</span></p>
<p><img class="alignleft" title="Paesi Arabi" src="http://www.mapsofworld.com/thematic-maps/maps/world-arab-league-countries-map.jpg" alt="" width="450" height="308" /></p>
<p>SCHEDE PAESI</p>
<p><strong><span>Algeria</span></strong><span></span></p>
<p><strong><span>STA NASCENDO LA NUOVA CAPITALE DELL&#8217;ALGERIA</span></strong><span></span></p>
<p><span>Si prevede che tra due anni sarà conclusa la costruzione di<span> </span><span style="text-decoration: underline;">Algeria</span>, la nuova città-capitale della Repubblica algerina che dovrebbe sostituire l&#8217;attuale Algeri.</span><span></span></p>
<p><span>La nuova capitale, ubicata a circa 180 km da Algeri verso l&#8217;interno, si estenderà su un&#8217;area di un milione di mq ed ospiterà 30.000 persone.</span><span></span></p>
<p><span>Sarà dotata di un aeroporto internazionale, di un grande complesso sportivo, di uno stadio e di un circuito per gare di Formula 1.</span><span></span></p>
<p><strong><span>ENERGIA ELETTRICA ALGERINA ALLA SARDEGNA (via mare)</span></strong><span></span></p>
<p><span>Nel corso della recente visita a Roma (30/11), il ministro algerino per l&#8217;Energia, Chakib Khelil, ha discusso con i partner italiani sulla fattibilità di taluni importanti progetti di cooperazione, fra i quali: lo studio per la realizzazione di un cavo elettrico sottomarino per trasportare energia elettrica prodotta in Algeria verso la Sardegna e l&#8217;Italia e l&#8217;ipotesi d&#8217;incremento della fornitura di gas algerino all&#8217;Eni mediante il gasdotto sottomarino.</span><span></span></p>
<p><strong><span>COOPERAZIONE ALGERIA-SPAGNA</span></strong><span></span></p>
<p><span>Nel corso della sua visita a Madrid, il presidente algerino Bouteflika ha firmato tre importanti accordi cooperazione con la Spagna: sui trasporti stradali internazionali, sulla cooperazione giudiziaria e per evitare la doppia imposizione.</span><span></span></p>
<p><span>Fra Algeria e Spagna sono in fase di attuazione altri accordi fra i quali quello per il collegamento sottomarino per il trasporto del gas e per l&#8217;esportazione di elettricità dell&#8217;ordine di 2000 megawatts.</span><span></span></p>
<p><span>Questa cooperazione si estenderà ai settori non energetici, quali agroalimentare, medico-farmaceutico, ambiente, ecc.</span><span></span></p>
<p><strong><span>Egitto</span></strong><span></span></p>
<p><strong><span>RITARDI NELLA RATIFICA DELL&#8217;ACCORDO DI ASSOCIAZIONE CON UE</span></strong><span></span></p>
<p><span>In attesa della ratifica dell&#8217;accordo di associazione Egitto &#8211; U.E. che potrebbe richiedere ancora un lungo periodo di tempo, le due parti hanno concordato l&#8217;entrata in vigore di quelle disposizioni previste dagli accordi che non necessitano di ratifica.</span><span></span></p>
<p><span>L&#8217;accordo di associazione rientra nel quadro del partenariato euro-mediterraneo del 1995 fra U.E. e 12 Paesi rivieraschi del Mediterraneo che dovrebbe sfociare nel 2010 nella creazione di una zona di libero scambio.</span><span></span></p>
<p><span>L&#8217;UE è il principale partner commerciale dell&#8217;Egitto; nel 2001, il volume dell&#8217;interscambio si è attestato intorno ai 10 miliardi di euro.</span><span></span></p>
<p><strong><span>AL-AZHAR PROCLAMA LA LICEITA&#8217; DEGLI INTERESSI BANCARI</span></strong><span></span></p>
<p><span>Con una<span> </span><em>fatwa, (</em>decisione religiosa), i 21 Saggi dell&#8217;Università islamica di Al- Azhar (una sorta di Vaticano dell&#8217;Islam) hanno autorizzato gli interessi fissi sui depositi bancari. Si tratta di una decisione clamorosa che, decretando la liceità di questo tipo d&#8217;interessi, annulla la ragion d&#8217;essere delle banche islamiche, le quali non concedono interessi fissi ai loro clienti.</span><span></span></p>
<p><strong><span>CENSURATA UNA RIVISTA DEDICATA ALLA CENSURA</span></strong><span></span></p>
<p><span>Le autorità egiziane hanno vietato la diffusione del numero di novembre del mensile letterario&#8221;Al-Adab&#8221; dedicato alla pratica della censura in Egitto nei campi della stampa, del cinema e della produzione artistica.</span><span></span></p>
<p><span>Il redattore capo della rivista, Samah Idriss, ha dichiarato che il suo mensile aveva già pubblicato quest&#8217;anno un numero dedicato alla censura in Siria che non era stato vietato in quel paese.</span><span></span></p>
<p><strong><span>L&#8217;ACQUA DEL NILO NEL DESERTO EGIZIANO</span></strong><span></span></p>
<p><span>E&#8217; stato inaugurato il nuovo tratto di adduzione delle acque del Nilo verso la località di Tochka, nell&#8217;alto Egitto, per l&#8217;irrigazione delle terre desertiche tramite la costruzione di un grande canale idrico artificiale che partirà dal lago Nasser.</span><span></span></p>
<p><span>La prima tranche del progetto consentirà la bonifica e la coltura di terreni per un totale di 10.000 feddan (1 feddan=4200 mq) a partire da gennaio prossimo.</span><span></span></p>
<p><span>Tale superficie aumenterà fino a 40.000 feddan. Il costo dell&#8217;opera è stato di 2,1 miliardi di lire egiziane (circa 456 milioni di dollari) per il canale Cheikh e di 700 milioni di lire e. per la stazione Moubarak. (ICE- Cairo, 26/11)</span><span></span></p>
<p><strong><span>OTTOBRE: REDDITO &#8220;STORICO&#8221; DAL CANALE DI SUEZ</span></strong><span></span></p>
<p><span>Nel mese di ottobre 2002 le entrate prodotte dal Canale di Suez hanno raggiunto 174,2 milioni di dollari, ovvero la seconda entrata più elevata del reddito mensile nella storia del Canale di Suez.</span><span></span></p>
<p><strong><span>BARATTO DI PRODOTTI AGRICOLI FRA EGITTO E SIRIA</span></strong><span></span></p>
<p><span>Per economizzare valuta, Egitto e Siria hanno concluso un accordo/baratto di prodotti agricoli: il Cairo importerà 100.000 tonnellate di grano, per un valore di 19 milioni di dollari, in cambio di un corrispettivo di riso.</span><span></span></p>
<p><span>Damasco, inoltre, aprirà il suo mercato alle patate egiziane. D&#8217;altra parte, l&#8217;Egitto ha proposto d&#8217;importare dall&#8217;Australia grano e carni in cambio di concimi chimici. Tali accordi sono imposti da mancanza di liquidità.(in&#8221;Al-Haram Hebdo&#8221;, 27/11/02)</span><span></span></p>
<p><strong><span>CAMBIO ALLA GUIDA DEI &#8220;FRATELLI MUSULMANI&#8221;</span></strong><span></span></p>
<p><span>A seguito della morte (novembre 02) di Moustapha Machehour, alla guida della setta dei &#8220;Fratelli musulmani&#8221; d&#8217;Egitto, confraternita vietata ma tollerata dal governo, è stato eletto Maamoun Al-Hodeibi, di 83 anni, rappresentante della vecchia scuola della setta.Al Hodeibi ha respinto le accuse formulate dal ministro dell&#8217;Interno saudita che aveva accusato i Fratelli musulmani di avere nociuto all&#8217;Arabia saudita, agli Arabi e ai musulmani poiché &#8220;i fratelli musulmani hanno eccitato lo spirito dell&#8217;Islam in molti paesi arabi e musulmani.&#8221;</span><span></span></p>
<p><strong><span>Giordania</span></strong><span></span></p>
<p><strong><span>GRAVI TENSIONI FRA GOVERNO E SINDACATI</span></strong><span></span></p>
<p><span>Il governo giordano ha deciso di sciogliere i comitati anti-Israele costituiti dai sindacati che si oppongono alla linea della normalizzazione delle relazioni fra Giordania e Israele.</span><span></span></p>
<p><span>A seguito della decisione della Corte di cassazione che ha vietato la costituzione di tali &#8220;comitati&#8221;, il governo ne ha deciso lo scioglimento ricordando ai sindacati che non sono autorizzati a svolgere attività politica.</span><span></span></p>
<p><span>Il presidente del sindacato dei medici, Mohammed al-Aourane, sidando il divieto del governo, ha dichiarato che i comitati &#8220;continueranno nel loro lavoro&#8221;.</span><span></span></p>
<p><span>In assenza di un Parlamento (sciolto nel giugno 2001) e senza che siano state fissate le elezioni legislative, i sindacati professionali giordani (circa 100.000 aderenti, fortemente influenzati dalla setta dei &#8220;Fratelli musulmani&#8221;) agiscono come la principale forza di opposizione nel Paese.</span><span></span></p>
<p><strong><span>Israele</span></strong><span></span></p>
<p><strong><span>ECONOMIA IN GINOCCHIO, PREVISIONI NEGATIVE PER IL 2003</span></strong><span></span></p>
<p><span>Dall&#8217;ottobre 2000 ad oggi, il PIL israeliano è sceso del 2,5%, il Pil procapite del 10% e la qualità della vita (consumi privati pro capite) del 3,6%: non c&#8217;è dubbio che l&#8217;inizio della nuova Intifada abbia messo in ginocchio l&#8217;economia israeliana.</span><span></span></p>
<p><span>&#8220;Le importazioni hanno registrato una flessione del 12% e gli investimenti addirittura del 16%- ha dichiarato il direttore del settore ricerche della Banca d&#8217;Israele, Karnit Flug- Lo stato di recessione dell&#8217;economia si protrarrà anche nel 2003.&#8221;</span><span></span></p>
<p><span>Il prossimo anno- continua Flug &#8211; il PIL perderà un altro 1%, il Pil procapite il 3%, l&#8217;export il 2% e gli investimenti il 12%. Tutto ciò avrà effetti negativi anche sul fronte occupazionale: la disoccupazione dovrebbe raggiungere, nel 2003, il 12%, ovvero il livello più alto degli ultimi 10 anni. (Ice News- 23/11/02)</span><span></span></p>
<p><strong><span>UNA ZONA DI LIBERO SCAMBIO ISRAELE-TURCHIA</span></strong><span></span></p>
<p><span>Israele e Turchia sono impegnati a realizzare una zona di libero scambio per consentire ai prodotti israeliani, che saranno sottoposti a lavorazioni aggiuntive in Turchia, di entrare negli USA beneficiando della protezione e dei vantaggi derivanti dal trattato di libero scambio fra Israele e USA.</span><span></span></p>
<p><span>I prodotti israeliani potranno anche appoggiarsi alla rete distributiva di prodotti turchi già presente in USA.</span><span></span></p>
<p><span>Nel 2001, l&#8217;interscambio israelo-turco è stato di circa 1 miliardo di dollari.</span><span></span></p>
<p><strong><span>SI ALLARGA IL DIVARIO FRA RICCHI E MENO RICCHI</span></strong><span></span></p>
<p><span>Secondo una ricerca del &#8220;Knesset Committee&#8221;, in Israele l&#8217;81% della ricchezza derivata da interessi e dividendi va al 10% dei proprietari, mentre al restante 90% va il 19% di tale ricchezza.</span><span></span></p>
<p><span>In valore, il 10% dei proprietari possiede 783 miliardi di shekel provenienti da asset finanziari.</span><span></span></p>
<p><span>La ricerca rileva che per quanto riguarda il comportamento di spesa, il 10% più ricco spende in beni di consumo 2,5 volte di quello che spendono i due 10% più poveri; il rapporto diventa di 3,5 a 1 per quanto attiene alle spese per sanità, scuola, intrattenimento, ecc. (Ice- Tel Aviv, 9/12/02)</span><span></span></p>
<p><strong><span>SECCA PERDITA DEL POTERE D&#8217;ACQUISTO DEI SALARI</span></strong><span></span></p>
<p><span>Nel terzo trimestre il salario medio lordo in Israele è diminuito del 6,7% al netto dell&#8217;inflazione, rispetto al secondo trimestre. E&#8217; quanto emerge dai dati pubblicati dall&#8217;Ufficio centrale di Statistica israeliano. Nel periodo gennaio-settembre 2002, la più forte contrazione degli stipendi si è registrata nel settore bancario-finanziario (-8,5%), nei servizi è stata dell&#8217;8% e nel commercio del 5,5%.</span><span></span></p>
<p><span>Come sempre, invece, le industrie elettriche e dell&#8217;acqua hanno mantenuto gli stipendi più alti, in alcuni casi anche il doppio rispetto alla media nazionale.</span><span></span></p>
<p><span>(Ice-Tel Aviv, 3/12/02)</span><span></span></p>
<p><strong><span>Libia</span></strong><span></span></p>
<p><strong><span>IMPORTANTI CONTRATTI A SOCIETA&#8217; DEL GRUPPO ENI</span></strong><span></span></p>
<p><span>Due importanti contratti dal valore complessivo di 685 milioni d&#8217;euro sono andati alla Saipem (gruppo Eni): il primo (285 mln euro) per la posa (entro il 2004) del gasdotto sottomarino da Mellitah, sulla costa libica, a Gela in Sicilia; il secondo (circa 400 mln euro) per la realizzazione (entro il 2005) d&#8217;installazioni per il collegamento fra la piattaforma offshore &#8220;Sabratha&#8221;, situata a circa 100 km a nord di Tripoli, con Melitah.</span><span></span></p>
<p><span>Snamprogetti, invece, si è aggiudicata un contratto da 700 mln di euro per la costruzione in Libia di un nuovo impianto per il trattamento del gas.</span><span></span></p>
<p><strong><span>Libano</span></strong><span></span></p>
<p><strong><span>SI SVILUPPA IL TURISMO D&#8217;ECCELLENZA</span></strong><span></span></p>
<p><span>Il Libano si candida a ridiventare un polo d&#8217;attrazione di servizi e di turismo d&#8217;eccellenza nell&#8217;area mediorientale.</span><span></span></p>
<p><span>Negli ultimi due anni, sono entrati in attività numerosi alberghi appartenenti alle più rinomate catene internazionali. Per il 2003, è prevista l&#8217;entrata in funzione d&#8217; altri stabilimenti alberghieri, nella previsione che il flusso turistico verso il Libano raggiungerà presto il milione di unità.</span><span></span></p>
<p><span>Nei primi 9 mesi del 2002, le presenze sono cresciute del 10,9% rispetto al 2001. Il numero totale è di 744.991 con oltre il 46% di provenienza dai Paesi arabi, il 25% dall&#8217;Europa, il 13% dall&#8217;Asia e l&#8217;11% dalle Americhe. (Ice-Beirut)</span><span></span></p>
<p><strong><span>Marocco</span></strong><span></span></p>
<p><strong><span>NUOVO PRIMO MINISTRO</span></strong><span></span></p>
<p><span>A seguito delle elezioni legislative del 27 settembre, il re del Marocco, Mohammed VI, ha nominato Primo ministro Driss Jettou, già ministro dell&#8217;Interno.</span><span></span></p>
<p><span>Jettou, 57 anni, tecnocrate indipendente, senza appartenenza partitica, ha sostituito Abderrahmane Youssoufi, leader dell&#8217;Unione socialista delle forze popolari, capo del governo marocchino dal 1998. L&#8217;Usfp fa parte della nuova maggioranza parlamentare e del nuovo governo.</span><span></span></p>
<p><strong><span>PROGRESSI NEL RISPETTO DEL DIRITTO DI VOTO</span></strong><span></span></p>
<p><span>Secondo l&#8217;Organizzazione marocchina dei diritti umani (OMDH), lo svolgimento delle lezioni legislative del 27 settembre ha fatto registrare significativi progressi di legalità e trasparenza per il diritto di voto dei cittadini.</span><span></span></p>
<p><span>OMDH ritiene che, nonostante la permanenza d&#8217;irregolarità, &#8220;queste elezioni hanno costituito una rottura molto significativa con l&#8217;insieme delle esperienze dopo il 1976 che hanno visto frequenti (ed illeciti) interventi diretti dell&#8217;amministrazione territoriale in opposizione alle aspirazioni dei cittadini&#8221;. L&#8217;Organizzazione ha lodato gli arresti di un certo numero di funzionari e di agenti che sono intervenuti per favorire taluni candidati.</span><span></span></p>
<p><strong><span>MAROCCO: PRIMO PAESE AFRICANO PER INVESTIMENTI STRANIERI</span></strong><span></span></p>
<p><span>Secondo l&#8217;agenzia marocchina MAP, nel 2001, il Marocco si è classificato al 1° posto nella graduatoria dei Paesi africani che hanno ricevuto investimenti stranieri.</span><span></span></p>
<p><span>Nel paese maghrebino, infatti, si è passati dai 200 milioni di dollari del 2000 ai 2,3 miliardi di dollari del 2001; lo spettacolare incremento è in gran parte dovuto alla decisione della Vivendi Universal di acquisire il 35% di Maroc Telecom.</span><span></span></p>
<p><span>Nel 2001, secondo UNCTAD gli investimenti stranieri in Africa sono ammontati complessivamente circa 17 mld di dollari, contro 9 dell&#8217;anno precedente.</span><span></span></p>
<p><strong><span>IL FLAGELLO DELLA POVERTA&#8217; COLPISCE 5 MILIONI DI MAROCCHINI</span></strong><span></span></p>
<p><span>&#8220;La povertà è in crescita in Marocco. Il suo tasso è passato dal 13% del 1990 a più del 20% nel 2002, colpendo 5,3 milioni di persone, di cui due/terzi vivono nelle campagne dove subiscono gli effetti delle ripetute siccità. La povertà è intimamente legata all&#8217;insufficienza dell&#8217;accesso all&#8217;investimento nelle capacità umane (educazione, formazione e salute), a causa della sua ineguale ripartizione sociale e spaziale.&#8221;Tutto ciò si verifica, nonostante che nella &#8220;seconda metà degli anni &#8217;90 la lotta contro la povertà abbia conosciuto un ritorno d&#8217;interesse, divenendo una priorità della dimensione sociale a livello istituzionale e di bilancio.&#8221;</span><span></span></p>
<p><span>(in &#8220;Liberation&#8221; -Casablanca- 12/11/02)</span><span></span></p>
<p><strong><span>Siria</span></strong><span></span></p>
<p><strong><span>DIABOLICO PIANO AMERICANO CONTRO L&#8217;IRAQ</span></strong><span></span></p>
<p><span>Secondo il quotidiano siriano &#8220;Techrine&#8221; (del 14/10/02), filo governativo, &#8220;dietro il diabolico piano americano (d&#8217;attacco all&#8217;Iraq) si profila l&#8217;ombra delle grandi compagnie americane del petrolio e degli armamenti che vogliono trascinare il mondo nella guerra. Personalità ufficiali e potenti all&#8217;interno di queste compagnie lavorano per impadronirsi del petrolio dell&#8217;Iraq che possiede le seconde più grandi riserve petrolifere al mondo.Il petrolio è la parola chiave della guerra programmata contro l&#8217;Iraq. Impadronirsi del suo petrolio e delle sue riserve ed anche del petrolio dei paesi arabi del Golfo è un vecchio sogno americano- assicura il giornale di Damasco- Il nuovo ordine mondiale, secondo Washington, è l&#8217;edificazione di un impero americano.&#8221;</span><span></span></p>
<p><strong><span>Tunisia</span></strong><span></span></p>
<p><strong><span>NASCE  IL DISTRETTO INDUSTRIALE &#8220;CARTHAGO FASHION CITY&#8221;</span></strong><span></span></p>
<p><span>In Tunisia è sorto il secondo distretto industriale nel settore tessile, sul modello italiano, denominato &#8220;Carthago Fashion City&#8221;. Ubicato nella zona Raoued (10 km da Tunisi), si estende su un&#8217;area di 53 ettari e potrà ospitare un centinaio d&#8217;imprese tessili, un ampio centro direzionale. Si prevede un&#8217;occupazione diretta di 4000 tecnici e di 10.000 operai. L&#8217;investimento diretto è stato di 72 mln d&#8217;euro, ai quali bisogna aggiungerne altri 180 mln indiretti.</span><span></span></p>
<p><span>Il progetto ha preso piede da un&#8217;idea di Luciano Fragola, un imprenditore da qualche tempo operante in Tunisia, ed è stata sostenuta dal governo italiano.</span><span></span></p>
<p><span>L&#8217;on. Adolfo Urso, viceministro per il Commercio estero, ha dichiarato &#8220;La Tunisia è un mercato strategico e può diventare una piattaforma per l&#8217;intera area mediterranea, in vista della creazione di un&#8217;area di libero scambio e considerato il suo elevato tasso di crescita che è fra i più alti dell&#8217;area Meda&#8221;.</span><span></span></p>
<p><strong><span>FISSATO L&#8217;IMPORTO DELLA ZAKAT (elemosina per i poveri)</span></strong><span></span></p>
<p><span>Con un comunicato, il mufti della Repubblica tunisina, Sceicco Kamel Eddine Jaiet, ha reso pubblico di avere fissato a 820 millesimi di dinar (equivalenti a 2,176 kg di derrate alimentari) l&#8217;ammontare della &#8220;zakat&#8221; (elemosina per i poveri prevista dal Corano) per l&#8217;anno 1423 dell&#8217;Egira (anno 2002).</span><span></span></p>
<p><span>La Zakat è destinata alle persone bisognose, è traduce un comportamento sociale di solidarietà, atto a consacrare i legami di fraternità e di convivialità e del pensiero di contribuire alla festività dell&#8217;Aid el-Fitr.</span><span></span></p>
<p><span>La zakat deve essere data all&#8217;alba dell&#8217;Aid-el Fitr e prima di fare la preghiera dell&#8217;Aid. (in &#8220;Tunisia online&#8221;, 25/11/02) </span><span></span></p>
<p><strong><span>NEL 2005, VERTICE MONDIALE SULLA SOCIETA&#8217; DELL&#8217;INFORMAZIONE</span></strong><span></span></p>
<p><span>Sotto l&#8217;egida delle Nazioni Unite, si svolgerà in Tunisia nel 2005, un Summit mondiale sulla società dell&#8217;informazione. A questo riguardo il Presidente della Repubblica, Ben Alì, ha disposto la creazione di un comitato permanente incaricato di assicurare la preparazione e lo svolgimento del Vertice, compatibilmente con il prestigio scientifico e culturale della Tunisina e con gli obiettivi che essa si è dati, con particolare riferimento allo sforzo per una riduzione del divario fra Stati ricchi e i Paesi in via di sviluppo nel campo del sapere.</span><span></span></p>
<p><strong><span>Arabia Saudita</span></strong><span></span></p>
<p><strong><span>VIETATA INTERNET SATELLITARE</span></strong><span></span></p>
<p><span>Le autorità saudite hanno deciso di vietare i servizi internet effettuati con le parabole e minacciano sanzioni per chi violerà la norma. Nel corso di una riunione presieduta da re Fahd in persona, il consiglio dei ministri ha chiesto al dipartimento delle telecomunicazioni di fornire più linee telefoniche ai navigatori e di ridurre le tariffe d&#8217;utilizzo d&#8217;Internet. Per eludere la censura ed evitare gli abbonamenti ad internet, numerosi navigatori ricorrono ad antenne paraboliche.</span><span></span></p>
<p><span>Dal 1999, Internet è sorvegliata speciale di un dipartimento che filtra i siti consultati e blocca quelli che sono giudicati contrari alla morale. Il regno ha una popolazione di 22 milioni d&#8217;abitanti, 400.000 abbonati e circa 1,2 milioni di utenti Internet. (Ice-News 23/10/02)</span><span></span></p>
<p><strong><span>Sahara occidentale</span></strong><span></span></p>
<p><strong><span>MOHAMMED VI° GIUDICA OBSOLETO IL REFERENDUM</span></strong><span></span></p>
<p><span>Il re del Marocco non vuole sentire parlare di referendum per questa regione (Sahara occidentale ndr). Un referendum previsto da almeno 10 anni. In occasione della visita di un diplomatico americano, Mohammed VI ha dichiarato che &#8220;ogni progetto di referendum d&#8217;autodeterminazione del Sahara occidentale è obsoleto&#8221;.</span><span></span></p>
<p><span>Il giovane sovrano vuole una soluzione negoziata a vantaggio del Marocco. Cioè a dire una soluzione che stabilisca definitivamente la sovranità del Marocco sul Sahara occidentale.chiamata comunemente &#8220;terza via&#8221;; quella che da un&#8217;autonomia ai saharoui e la sovranità al Marocco&#8221;.</span><span></span></p>
<p><span>In questa terza via, Mohammed VI si dice confortato dagli Usa e dalla Francia. Tuttavia, bisogna ricordare che l&#8217;insieme delle risoluzioni dell&#8217;Onu su questa questione si orientano tutte verso l&#8217;organizzazione di un referendum.&#8221;</span><span></span></p>
<p><span>(in &#8220;La Tribune&#8221;- Algeri- 8/11/02)</span><span></span></p>
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		<title>Crisi e New Business</title>
		<link>http://www.actl.info/2009/03/23/crisi-e-new-business/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 10:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Canini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratto da &#8220;Repubblica&#8221; del 23 Marzo 2009 http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/usa-scuola-business/usa-scuola-business/usa-scuola-business.html Corsi per utenti non specializzati, giochi e simulazioni: dagli Usa, all&#8217;Italia, alla Nuova Zelanda, cresce l&#8217;offerta di corsi per imparare l&#8217;economia Il cittadino a scuola di business per non farsi travolgere dalla crisi di PAOLO PONTONIERE SAN FRANCISCO &#8211; Analisi di mercato open source, corsi di economia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Tratto da <em>&#8220;Repubblica&#8221;</em></strong> del 23 Marzo 2009</h3>
<p>http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/usa-scuola-business/usa-scuola-business/usa-scuola-business.html</p>
<h3>Corsi per utenti non specializzati, giochi e simulazioni: dagli Usa, all&#8217;Italia,<br />
alla Nuova Zelanda, cresce l&#8217;offerta di corsi per imparare l&#8217;economia</h3>
<h1 class="western"><strong>Il cittadino a scuola di business<br />
per non farsi travolgere dalla crisi</strong></h1>
<h2><em>di PAOLO PONTONIERE</em></h2>
<div id="multimedia" dir="ltr">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><img src="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/usa-scuola-business/usa-scuola-business/este_22203620_36260.jpg" border="0" alt="Il cittadino a scuola di business per non farsi travolgere dalla crisi" width="230" height="177" align="bottom" /></p>
</div>
<div id="testo" dir="ltr">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>SAN FRANCISCO</strong> &#8211; Analisi di 	mercato open source, corsi di economia pratica in biblioteca, 	simulazioni di mercato, spettacoli televisivi e corsi di 	microcredito: dall&#8217;inizio della crisi c&#8217;è una crescita 	stratosferica dell&#8217;interesse popolare verso i fatti della finanza. 	Si può quasi dire, parafrasando Charles de Talleyrand, che la gente 	- dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda e dalla Cina all&#8217;Europa &#8211; s&#8217;è 	resa conto che l&#8217;economia è una materia troppo seria per affidarla 	alla gestione esclusiva degli economisti.</p>
<p>Non tanto per 	capire come un sistema sia finito in ginocchio, ma sopratutto per 	contribuire a nuovi modelli di sviluppo e alla creazione di 	istituzioni finanziarie che tengano maggiormente conto delle 	necessità dei consumatori. In Italia per esempio di recente la 	IFAF, una scuola di specializzazione per dirigenti aziendali e 	studenti di business, ha lanciato il primo corso di gestione del 	microcredito. Organizzato in collaborazione con Kiva, una delle 	maggiori organizzazioni non profit del microcredito mondiale, il 	corso di studi è indirizzato ad operatori di organizzazioni non 	governative e ad amministratori aziendali che mirano a coinvolgere 	le classi meno abbienti, soprattuto dei paesi emergenti, nei 	processi finanziari del futuro.</p>
<p>&#8220;Le nuove tecnologie, 	principalmente quelle relative al web 2.0, danno la possibilità di 	stravolgere i modelli di business consolidati e di creare nuove 	opportunità&#8221;, spiega Fabio Lampugnani, Managing Director della 	IFAF. &#8220;Kiva né è un esempio, il suo modello permette di 	annullare il problema della distanza tra il luogo della domanda di 	capitali e quello dell&#8217;offerta aprendo nel contempo la porta del 	credito alle masse impoverite dei mercati emergenti. Inoltre il 	marketplace creato da Kiva sulla rete ha costi contenuti e permette 	di sfruttare le potenzialità della tecnologia, soprattutto sul 	versante dell&#8217;immediatezza e della trasparenza del meccanismo 	peer-to-peer&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sebbene non si tratti sempre di 	scuole, il numero delle istituzioni publiche che hanno cominciato a 	mettere il loro know-how economico a disposizione delle masse sta 	certamente crescendo. A tal proposito i quotidiani americani 	riportano che dal Maryland alla California le biblioteche pubbliche 	del paese, i dopo scuola di quartiere, i club degli investitori e le 	università popolari hanno cominciato ad offrire corsi di economia 	applicata ai loro utenti. Corsi nei quali oltre ad insegnargli i 	principi basilari dell&#8217;economia capitalistica, agli studenti gli si 	da anche la possibilità di sperimentare empiricamente il know-how 	acquisito realizzando una serie di investimenti in borsa. Si tratta 	ovviamente di operazioni simulate. Le chiamano <a href="http://www.nationalsms.com/"><span style="text-decoration: underline;">stock-market 	simulation</span></a>. Il partecipante riceve un capitale virtuale &#8211; 	dalle poche decine alle poche migliaia di dollari &#8211; da investire nei 	titoli delle aziende di sua preferenza. La simulazione, alla quale 	parteciapano vari gruppi a livello statunitense e che dura dalle 	poche settimane all&#8217;intero semestre scolastico, si conclude con la 	vittoria del team che riesce a realizzare il maggior profitto. 	Questo tipo di simulazioni, una volta praticate esclusivamente degli 	studenti delle maggiori scuole di business del paese, adesso sono 	anche a disposizione dei bambini di scuola elementare.</p>
<p>La 	spinta alla diffusione del know-how finanziario sta dando vita anche 	ad esperienze informative peer-to-peer come wikinvest e shopSawy. 	Nella prima, un network open source simile a wikipedia, i 	consumatori ordinari si trasformano in analisti finanziari ed 	esperti di borsa per il diletto degli investitori che non vogliono 	rivolgersi ai broker, mentre nella seconda (una tecnologia mobile), 	un browser internet sviluppato per il sistema Andoid è in grado di 	individuare il negozio che vende un dato prodotto al prezzo più 	basso. Nel primo caso ad animare il sito sono studenti universitari 	e casalinghe che dettano le loro analisi dalla cucina, nel secondo 	invece è l&#8217;intelligenza di un algoritmo matematico (prodotto per la 	telefonia open source), che si fa carico di elaborare le 	informazioni che gli permetterano di individuare il prodotto dal 	costo più conveniente.</p>
<p>E gli statunitensi non sono gli 	unici a darsi da fare per sperimentare forme economiche alternative 	al sistema tradizionale. In Nuova Zelanda si sta diffondendo l&#8217;uso 	dei servizi discounting franchise come quelli promossi 	dall&#8217;Interface Financial Group, un&#8217;istituzione finanziaria che offre 	prestiti a breve termine a piccole imprese per permettergli di 	colmare il deficit di cassa che talvolta corre tra l&#8217;emissione delle 	fatture e il loro pagamento da parte dei clienti. Garantiti non 	dalla storia creditizia dell&#8217;esercente ma dal fatturato della sua 	azienda, i prestiti ponte messi a disposizione dai sistemi 	discounting franchise danno così la possibilità ad un negoziante 	che si trovi a corto di capitali di coprire le buste paga e di 	pagare i fornitori. E questo tipo di finanziamenti non sono solo più 	facili da ottenere di quelli bancari ma, vista la loro brevissima 	durata, generalmente sono contaddistinti anche da un tasso di 	interesse più basso.</p>
<p>Ad Hong Kong, dove l&#8217;anno scorso il 	crollo della Lehman Brothers aveva gettato sul lastrico migliaia di 	pensionati, invece la scolarizzazione economica è stata affidata 	alla TV di stato e alle stelle dello spettacolo. Dalla metà di 	Marzo sugli schermi televisivi impazza infatti Outsmart, un concorso 	a premi sull&#8217;economia del tipo &#8216;Lascia o Raddoppia&#8221; nel quale 	le maggiori star dell&#8217;isola fanno sfoggio del loro sapere 	finanziario e si cimentano &#8211; con l&#8217;aiuto del pubblico &#8211; nella 	spiegazione di termini come margin calls, structured contracts e 	transaction fees.</p>
<p>&#8220;Qualsiasi cosa pur di educare il 	pubblico sulle corrette strategie di investimento&#8221;, ha 	commentato James Roger, vate degli investitori asiatici e direttore 	della Rogers Holdings, &#8220;Ad Hong Kong i consumatori tengono 	l&#8217;opinione delle stelle dello spettacolo in gran considerazione e la 	scelta dello show televisivo è sicuramente delle più adatte&#8221;</p>
<p>Sull&#8217;altro versante del Bacino del Pacifico, dalla Bay Area 	di San Francisco, gli fa eco Enrico Beltramini, fondatore della 	ITVest, una venture-capital anglo-europea con uffici nella Silicon 	Valley californiana.</p>
<p>&#8220;L&#8217;economia è cascata dal muro e 	bisogna raccoglierne i coci&#8221;, afferma Beltramini, &#8220;A 	questo punto non la si ripara se non si trova una nuova colla. La 	scolarizzazione economica di massa può essere questo nuovo 	collante. Non solo abiliterebbe la gente a comprendere meglio le 	dinamiche che investono i mercati ma la metterebe anche in 	condizione di sperimentare soluzioni che le istituzioni tradizionali 	non si sognerebbero mai di tentare&#8221;.</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm;">(<em>23 marzo 2009</em>)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>Paesi Anglofoni</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 17:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Canini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paesi di lingua Inglese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Paesi di lingua anglofona si estendono su un&#8217;area molto vasta ed estremamente eterogenea dal punto di vista culturale. Anche dal punto di vista economico  l&#8217;area presenta caratteristiche molto diverse, poiche&#8217; a questo gruppo appartengono sia Paesi del &#8220;Blocco Occidentale&#8221; (fra i quali Australia e Nuova Zelanda) sia Paesi in via di sviluppo e il sub-continente Indiano. Sostanzialmente, i Paesi Anglofoni possono essere suddivisi in 3 gruppi fondamentali:</p>
<p>-Paesi Industrializzati (Regno Unito, USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda)</p>
<p>-India (India, Pakistan e Bangladesh)</p>
<p>-Paesi in via di sviluppo (Paesi Africani, Post colonie britanniche)</p>
<p><img class="alignleft" title="Paesi Anglofoni" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/50/English-as-Official-Language.png/380px-English-as-Official-Language.png" alt="" width="380" height="176" />Data la distribuzione molto estesa, le varieta&#8217; di <em>English Language</em> sono estremamente numerose: il solo Regno Unito (formato da Inghilterra, Galles, Scozia e Ulster) possiede diversi dialetti e idiomi, in gran parte discendenti dalle antiche parlate locali come conservazione della tradizione del luogo e della popolazione.</p>
<p>In questo senso, la distribuzione geografica gioca un ruolo cruciale nella definizione della parlata: la lingua inglese parlata in India, dove esiste una forte e ricca cultura millenaria, ha caratteristiche molto distanti dall&#8217;Inglese parlato, per esempio, nell&#8217;Africa Sub-Sahariana, dove esiste si&#8217; una forte cultura tribale, ma molto poco coesa, e, quindi, poco influente sulla forma e sulla materia linguistica.</p>
<p>Oltre alle differenze legate alla distribuzione geografica, caratteristica comune a qualsiasi altra lingua, la lingua Inglese, cosi&#8217; come quelle Francese, Spagnola, Portoghese e, in parte, per quella tedesca,  ha subito, nel corso della storia, pesanti trasformazioni causate dall&#8217;esperienza coloniale. A partire dal XVI secolo, inizia una fase sostanzialmente nuova per la storia linguistica: i coloni hanno sempre parlato la propria lingua anche nelle terre occupate, ma d&#8217;ora in poi la <em>stampa</em> consente di avere un controllo molto forte sulla conservazione ( o sui cambiamenti) della lingua. Sostanzialmente, chi vive lontano dalla propria nazione, puo&#8217; essere in costante contatto e relazione con la madre partia e, quindi, con la lingua madre.</p>
<p>Cosi&#8217;, accanto alle immancabili varieta&#8217; regionali, esiste un forte impulso alla auto conservazione legato alla patria centrale, ma, a causa degli innumerevoli contatti con <em>culture aliene</em>, l&#8217;intero sistema linguistico deve rispondere ad un&#8217;ondata di impulsi incontrollabile: questa situazione causa rapidi cambiamenti sulle parlate regionali, ma, soprattutto, sulla &#8220;lingua centrale&#8221;.</p>
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		<title>Perche&#8217; scegliere ACTL Services anziche&#8217; assumere un dipendente?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 09:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Canini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Assumere un dipendente (magari interinale oppure uno stagista) significa avere dei costi. Questi costi sono di carattere economico, quali provvigione per l&#8217;agenzia interinale, stipendio (mensile) del lavoratore, contributi,  e molti altri, ma soprattutto di carattere organizzativo: assumere un dipendente nuovo significa spendere tempo ed energie per la sua selezione e per la sua formazione senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Assumere un dipendente (magari interinale oppure uno stagista) significa <em>avere dei costi</em>. Questi costi sono di carattere <em>economico</em>, quali provvigione per l&#8217;agenzia interinale, stipendio (mensile) del lavoratore, contributi,  e molti altri, ma soprattutto di carattere <em>organizzativo</em>: assumere un dipendente nuovo significa spendere tempo ed energie per la sua selezione e per la sua formazione senza poter fare affidamento sul suo operato in tempi brevi, significa legarsi ad una figura che, a seconda delle necessita&#8217; aziendali, potrebbe anche rivelarsi superflua e diventare una spesa economica inutile. <strong>ACTL Services</strong> non solo offre gli stessi servizi di un commerciale interno con professionalita&#8217;, efficenza immediata e costi economici ridotti, ma ti permette di operare con l&#8217;estero tramite personale competente e affidabile in maniera semplice e priva di vincoli.</p>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 15:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Canini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ACTL Services e&#8217;un centro di consulenze per aziende e privati che hanno la necessita&#8217; di mettersi o mantenersi in contatto con l&#8217;estero. Dalla semplice traduzione a ricerche di mercato, ACTL soddisfa ogni vostra esigenza con efficenza e competenza con costi ridotti: cio&#8217; vi permettera&#8217; di avere risultati immediati senza il bisogno di assumere e formare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ACTL Services e&#8217;un centro di consulenze per aziende e privati che hanno la necessita&#8217; di mettersi o mantenersi in contatto con l&#8217;estero. Dalla semplice traduzione a ricerche di mercato, ACTL soddisfa ogni vostra esigenza con efficenza e competenza con costi ridotti: cio&#8217; vi permettera&#8217; di avere risultati immediati senza il bisogno di assumere e formare personale interno superfluo. Infatti, il nostro personale e&#8217; altamente qualificato e con un&#8217;esperienza pluriennale tale da affrontare ogni problema legato al mondo del global business con semplicita&#8217; e accuratezza.</p>
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