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	<title>ACTL Services &#187; crisi mercato</title>
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		<title>Crisi e New Business</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 10:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Canini</dc:creator>
				<category><![CDATA[ACTL Services]]></category>
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		<description><![CDATA[Tratto da &#8220;Repubblica&#8221; del 23 Marzo 2009 http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/usa-scuola-business/usa-scuola-business/usa-scuola-business.html Corsi per utenti non specializzati, giochi e simulazioni: dagli Usa, all&#8217;Italia, alla Nuova Zelanda, cresce l&#8217;offerta di corsi per imparare l&#8217;economia Il cittadino a scuola di business per non farsi travolgere dalla crisi di PAOLO PONTONIERE SAN FRANCISCO &#8211; Analisi di mercato open source, corsi di economia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Tratto da <em>&#8220;Repubblica&#8221;</em></strong> del 23 Marzo 2009</h3>
<p>http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/usa-scuola-business/usa-scuola-business/usa-scuola-business.html</p>
<h3>Corsi per utenti non specializzati, giochi e simulazioni: dagli Usa, all&#8217;Italia,<br />
alla Nuova Zelanda, cresce l&#8217;offerta di corsi per imparare l&#8217;economia</h3>
<h1 class="western"><strong>Il cittadino a scuola di business<br />
per non farsi travolgere dalla crisi</strong></h1>
<h2><em>di PAOLO PONTONIERE</em></h2>
<div id="multimedia" dir="ltr">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><img src="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/usa-scuola-business/usa-scuola-business/este_22203620_36260.jpg" border="0" alt="Il cittadino a scuola di business per non farsi travolgere dalla crisi" width="230" height="177" align="bottom" /></p>
</div>
<div id="testo" dir="ltr">
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>SAN FRANCISCO</strong> &#8211; Analisi di 	mercato open source, corsi di economia pratica in biblioteca, 	simulazioni di mercato, spettacoli televisivi e corsi di 	microcredito: dall&#8217;inizio della crisi c&#8217;è una crescita 	stratosferica dell&#8217;interesse popolare verso i fatti della finanza. 	Si può quasi dire, parafrasando Charles de Talleyrand, che la gente 	- dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda e dalla Cina all&#8217;Europa &#8211; s&#8217;è 	resa conto che l&#8217;economia è una materia troppo seria per affidarla 	alla gestione esclusiva degli economisti.</p>
<p>Non tanto per 	capire come un sistema sia finito in ginocchio, ma sopratutto per 	contribuire a nuovi modelli di sviluppo e alla creazione di 	istituzioni finanziarie che tengano maggiormente conto delle 	necessità dei consumatori. In Italia per esempio di recente la 	IFAF, una scuola di specializzazione per dirigenti aziendali e 	studenti di business, ha lanciato il primo corso di gestione del 	microcredito. Organizzato in collaborazione con Kiva, una delle 	maggiori organizzazioni non profit del microcredito mondiale, il 	corso di studi è indirizzato ad operatori di organizzazioni non 	governative e ad amministratori aziendali che mirano a coinvolgere 	le classi meno abbienti, soprattuto dei paesi emergenti, nei 	processi finanziari del futuro.</p>
<p>&#8220;Le nuove tecnologie, 	principalmente quelle relative al web 2.0, danno la possibilità di 	stravolgere i modelli di business consolidati e di creare nuove 	opportunità&#8221;, spiega Fabio Lampugnani, Managing Director della 	IFAF. &#8220;Kiva né è un esempio, il suo modello permette di 	annullare il problema della distanza tra il luogo della domanda di 	capitali e quello dell&#8217;offerta aprendo nel contempo la porta del 	credito alle masse impoverite dei mercati emergenti. Inoltre il 	marketplace creato da Kiva sulla rete ha costi contenuti e permette 	di sfruttare le potenzialità della tecnologia, soprattutto sul 	versante dell&#8217;immediatezza e della trasparenza del meccanismo 	peer-to-peer&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sebbene non si tratti sempre di 	scuole, il numero delle istituzioni publiche che hanno cominciato a 	mettere il loro know-how economico a disposizione delle masse sta 	certamente crescendo. A tal proposito i quotidiani americani 	riportano che dal Maryland alla California le biblioteche pubbliche 	del paese, i dopo scuola di quartiere, i club degli investitori e le 	università popolari hanno cominciato ad offrire corsi di economia 	applicata ai loro utenti. Corsi nei quali oltre ad insegnargli i 	principi basilari dell&#8217;economia capitalistica, agli studenti gli si 	da anche la possibilità di sperimentare empiricamente il know-how 	acquisito realizzando una serie di investimenti in borsa. Si tratta 	ovviamente di operazioni simulate. Le chiamano <a href="http://www.nationalsms.com/"><span style="text-decoration: underline;">stock-market 	simulation</span></a>. Il partecipante riceve un capitale virtuale &#8211; 	dalle poche decine alle poche migliaia di dollari &#8211; da investire nei 	titoli delle aziende di sua preferenza. La simulazione, alla quale 	parteciapano vari gruppi a livello statunitense e che dura dalle 	poche settimane all&#8217;intero semestre scolastico, si conclude con la 	vittoria del team che riesce a realizzare il maggior profitto. 	Questo tipo di simulazioni, una volta praticate esclusivamente degli 	studenti delle maggiori scuole di business del paese, adesso sono 	anche a disposizione dei bambini di scuola elementare.</p>
<p>La 	spinta alla diffusione del know-how finanziario sta dando vita anche 	ad esperienze informative peer-to-peer come wikinvest e shopSawy. 	Nella prima, un network open source simile a wikipedia, i 	consumatori ordinari si trasformano in analisti finanziari ed 	esperti di borsa per il diletto degli investitori che non vogliono 	rivolgersi ai broker, mentre nella seconda (una tecnologia mobile), 	un browser internet sviluppato per il sistema Andoid è in grado di 	individuare il negozio che vende un dato prodotto al prezzo più 	basso. Nel primo caso ad animare il sito sono studenti universitari 	e casalinghe che dettano le loro analisi dalla cucina, nel secondo 	invece è l&#8217;intelligenza di un algoritmo matematico (prodotto per la 	telefonia open source), che si fa carico di elaborare le 	informazioni che gli permetterano di individuare il prodotto dal 	costo più conveniente.</p>
<p>E gli statunitensi non sono gli 	unici a darsi da fare per sperimentare forme economiche alternative 	al sistema tradizionale. In Nuova Zelanda si sta diffondendo l&#8217;uso 	dei servizi discounting franchise come quelli promossi 	dall&#8217;Interface Financial Group, un&#8217;istituzione finanziaria che offre 	prestiti a breve termine a piccole imprese per permettergli di 	colmare il deficit di cassa che talvolta corre tra l&#8217;emissione delle 	fatture e il loro pagamento da parte dei clienti. Garantiti non 	dalla storia creditizia dell&#8217;esercente ma dal fatturato della sua 	azienda, i prestiti ponte messi a disposizione dai sistemi 	discounting franchise danno così la possibilità ad un negoziante 	che si trovi a corto di capitali di coprire le buste paga e di 	pagare i fornitori. E questo tipo di finanziamenti non sono solo più 	facili da ottenere di quelli bancari ma, vista la loro brevissima 	durata, generalmente sono contaddistinti anche da un tasso di 	interesse più basso.</p>
<p>Ad Hong Kong, dove l&#8217;anno scorso il 	crollo della Lehman Brothers aveva gettato sul lastrico migliaia di 	pensionati, invece la scolarizzazione economica è stata affidata 	alla TV di stato e alle stelle dello spettacolo. Dalla metà di 	Marzo sugli schermi televisivi impazza infatti Outsmart, un concorso 	a premi sull&#8217;economia del tipo &#8216;Lascia o Raddoppia&#8221; nel quale 	le maggiori star dell&#8217;isola fanno sfoggio del loro sapere 	finanziario e si cimentano &#8211; con l&#8217;aiuto del pubblico &#8211; nella 	spiegazione di termini come margin calls, structured contracts e 	transaction fees.</p>
<p>&#8220;Qualsiasi cosa pur di educare il 	pubblico sulle corrette strategie di investimento&#8221;, ha 	commentato James Roger, vate degli investitori asiatici e direttore 	della Rogers Holdings, &#8220;Ad Hong Kong i consumatori tengono 	l&#8217;opinione delle stelle dello spettacolo in gran considerazione e la 	scelta dello show televisivo è sicuramente delle più adatte&#8221;</p>
<p>Sull&#8217;altro versante del Bacino del Pacifico, dalla Bay Area 	di San Francisco, gli fa eco Enrico Beltramini, fondatore della 	ITVest, una venture-capital anglo-europea con uffici nella Silicon 	Valley californiana.</p>
<p>&#8220;L&#8217;economia è cascata dal muro e 	bisogna raccoglierne i coci&#8221;, afferma Beltramini, &#8220;A 	questo punto non la si ripara se non si trova una nuova colla. La 	scolarizzazione economica di massa può essere questo nuovo 	collante. Non solo abiliterebbe la gente a comprendere meglio le 	dinamiche che investono i mercati ma la metterebe anche in 	condizione di sperimentare soluzioni che le istituzioni tradizionali 	non si sognerebbero mai di tentare&#8221;.</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm;">(<em>23 marzo 2009</em>)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
</p>]]></content:encoded>
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